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iniziative ecologiche

segnaliamo alcune iniziative di altre associazioni lissonesi:

"Amici del Bosco Urbano"
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     21 marzo 2010


DOMENICA ECOLOGICA 

oggi ricordiamo

pensiero del giorno

"la miseria non piange, non ha voce. La miseria soffre, ma soffre in silenzio. La miseria non si ribella.
I poveri insorgono solo quando sperano di poter cambiare qualcosa. Di solito si sbagliano, ma solo la speranza è capace di indurre la gente ad agire.
La principale caratteristica di un mondo permanentemente in miseria è l'assenza di speranza e la gente lo sa perfettamente. Lo sa da tempi immemorabili.
Dato che questa gente non riuscirà mai a ribellarsi, ci vuole qualcuno che parli per lei ..." 
da "Autoritratto di un reporter" di Rysard Kapuscinski

l'angolo della satira

dobbiamo ridere ... o piangere 
 le vignette di ZOT
2002-2009”
 

perché questo sito?

Il nostro obiettivo: agire per difendere l'ambiente in cui viviamo! 
Nato a sostegno dell’azione di un gruppo di cittadini, volta ad evitare l’abbattimento di due cedri (pini argentati) nel centro della città, il sito si è trasformato in uno spazio ideale nel quale si possono trovare notizie, approfondimenti, avvenimenti storici della città di Lissone. Vuol essere altresì un luogo in cui si segnalano disfunzioni o aspetti negativi nel vivere quotidiano della comunità lissonese e dove si propongono agli Amministratori comunali soluzioni migliorative. Non poteva mancare un angolo dedicato alla satira politica lissonese. 

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Recessione ecologica

Sfruttiamo le risorse del pianeta più di quanto possiamo permetterci: i dati dal Living Planet Report

Siamo sempre più in debito col pianeta. Ognuno di noi deve alla Terra risorse per un’area di 0,6 ettari. Questa l’opinione del Living Planet Report, valutazione dello stato del pianeta realizzata dal Wwf, eseguita in collaborazione con la Zoological Society of London e il Global Footprint Network.

Globalmente stiamo chiedendo all’ambiente molto più di quanto questo possa garantirci a causa dell’incremento demografico e dell’aumento nei consumi individuali. Il deficit a livello mondiale deriva da un semplice principio: rispetto alle risorse che hanno a disposizione nel loro territorio (la biocapacità), molti paesi consumano molto di più di quanto potrebbero (l’impronta ecologica), ricorrendo a risorse esterne. Le nazioni che maggiormente “spremono” il pianeta sono gli Stati Uniti e la Cina, che insieme sfruttano il 42 per cento delle risorse globali. Gli americani, infatti, vivono come se potessero contare sulle risorse di quasi cinque pianeti. Il Congo consuma pochissimo rispetto alle sue risorse, mentre il nostro paese occupa il ventiquattresimo posto della "classifica dei debitori" – con un deficit di 3,5 ettari pro capite. A questo si aggiungono la diminuzione della biodiversità (di circa il 30 per cento in meno rispetto al 1970) e l’aumento nei consumi di acqua: almeno 50 sono i paesi che, attualmente, stanno affrontando crisi idriche. Proprio l’Italia si rivela, con più di duemila metri cubi annui a testa, il quarto consumatore mondiale di risorse idriche, dietro a Usa, Grecia e Malesia.

“Se la nostra pressione sulla Terra continuerà a crescere ai ritmi attuali”, afferma James Leape, direttore di Wwf International, “intorno al 2035 potremmo avere bisogno di un altro pianeta per poter mantenere gli stessi stili di vita”. Ma, secondo il rapporto, la rotta si può ancora invertire promuovendo azioni mirate all’efficienza, all’uso delle risorse rinnovabili e alle tecnologie a basse emissioni.


Da Galileo Giornale della Scienza e problemi globali

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