il più longevo albero della nostra città

Publié le par Renato

È questa la storia di un cedro “deodara”, il più longevo albero della nostra città, che si trova a Lissone in via XXV Aprile. Caro vecchio amico, tu che hai visto:

   -      tanti giovani lissonesi partire per il fronte della prima guerra mondiale, 160 dei quali non fecero più ritorno,

-      il difficile affermarsi del fascismo nella nostra città,

 

 

-      la nascita della Colonia elioterapica del Littorio, nella scuola Vittorio Veneto,

 

-      la battaglia del grano,

 

-      la nascita nei tuoi pressi dell’Ospedale della Carità,

 

-      le “Settimane Lissonesi” per il mercato del mobile,

 

tu che hai visto:

 

-      i primi tentativi di opposizione al regime fascista, con la nascita del Comitato di Liberazione Nazionale locale,

 

-      gli otto lissonesi, coraggiosamente impegnati nella lotta clandestina, fucilati dai fascisti,

 

-      i cinque lissonesi, oppositori al regime nazifascista, morti nei lager tedeschi,

 

tu che hai visto:

 

-      i carri armati americani entrare in Lissone liberata,

 

-      la nascita della democrazia

 

-      la grandiosa manifestazione del I maggio 1945, la prima festa nella nostra città libera,

 

-      la nascita della Repubblica (i nostri concittadini hanno votato in grande maggioranza per la Repubblica),

 

tu che hai visto:

 

-      nel decennio dopo la fine della seconda guerra mondiale l’incremento vertiginoso della popolazione della nostra città da 17.500 a 20.500 (di cui 1500 persone immigrate), un incremento di circa il 18%, il doppio della media nazionale,

 

-      il ”miracolo economico” nel quinquennio 1958-1963,

 

-      l’immigrazione degli anni cinquanta – sessanta (8.500 immigrati: un terzo della popolazione lissonese),

 

tu che hai visto:

 

-      le difficoltà del settore del legno degli anni ’70,

 

-      il trasformarsi di Lissone da centro prevalentemente produttivo a centro prevalentemente commerciale,

 

-      Lissone diventare città, il 27 novembre 1982 (con decreto del Presidente della Repubblica),

 

-      la fine della cosiddetta Prima Repubblica, con Tangentopoli,

 

-      la prima immigrazione straniera degli anni ’90.

 

Tu che hai visto, nei primi sette anni del nuovo secolo, lo spostamento della fontana da piazza Libertà e la trasformazione della stessa, ora dovrai augurarti che i tuoi nuovi vicini di casa, i cui balconi lambiranno i tuoi possenti rami, ti lascino tranquillo e non pretendano tue mutilazioni. Certo ti dovrai un po’ adattare alla presenza di un po’ di cemento sopra le tue radici. Sai quanti lissonesi si stanno lamentando perché nella nostra città diminuisce lo spazio libero a scapito di sempre maggiori costruzioni. Anche dei tuoi simili, che stanno un po’ più in centro città, lo scorso anno, hanno rischiato di finir male, ma la mobilitazione di 1500 lissonesi li ha salvati e anzi, sai come i due cedri sono fieri di essere stati circondati da un bellissimo prato con aiuole fiorite. Speriamo che i carabinieri che hai nelle prossimità ti diano un’occhiata e magari ti proteggano, visto che sono tuoi vicini da alcuni anni. Ti auguriamo di continuare ancora a lungo a proteggere dalla calura, con la tua ombra, i proprietari del giardino in cui ti trovi.

Gli amici del comitato “Salviamo i due cedri”

 

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