gli arroganti
Lissone, 25 aprile 2009
Infrangono le regole, fanno politica per la mera ricerca di un potere fine a se stesso. Chissà cosa farebbe a questi ex socialisti, se ci fosse ancora Sandro Pertini! E i "forcaioli" al tempo di “Tangentopoli”? sperano nella scarsa memoria degli Italiani?
Scrive un nostro lettore
Nel momento in cui a livello planetario di fronte a una crisi mostruosa (economica, finanziaria,e/o altro?) si riscoprono e si ripensa a valori quali sobrietà ed etica, e a comportamenti più corretti e sostenibili, l’Italia, come al solito, fa eccezione.
E Lissone nel suo piccolo oltre a primeggiare come potenza di fuoco delle betoniere, si distingue (che ci sia un nesso?) anche nel mettere sugli altari l’ex-superstar Bettino - l’uomo della Provvidenza (per chi ha sempre bisogno di aggiornare succulenti concordati) - il quale pur con pochi ma scelti complici, e dotato di semplici strumenti (concussione e tangenti) riuscì nell’immane compito di raddoppiare in 10 anni di “regno” (1982-1992) il DEFICIT dello Stato. Come tutti sanno tale debito pubblico, che rende l’Italia un ‘sorvegliato speciale’ della Comunità Europea , ammonta a circa il 105% del Prodotto Nazionale e grava su ogni cittadino, neonati compresi, per una somma di euro 20.000.
A tale benemerito personaggio, fuggiasco in terra magrebina per sfuggire alla giustizia italiana, vengono dedicate Fondazioni, Circoli, Amici di Circoli, Circoli di conoscenti e di parenti ecc. da parte di politici e amministratori pubblici che ne hanno raccolto la onerosa eredità… morale (?).
E sì, ci siamo arrivati allo scenario paventato negli anni ’60 in un racconto paradossale di Buzzati, dove si raffigurava una società in cui veniva proclamata “La Settimana della Rapina” e si attribuiva la Medaglia d’Ora alla Miglior Truffa dell’Anno… se la nostra società sembra ormai non poter esistere senza il crimine e l’illegalità, e allora diamo ad essi (crimine e illegalità) il riconoscimento che gli spetta.
Una modesta proposta locale: nel Famedio del Cimitero Comunale al posto di gente di ‘nessuna qualità’ come Luciano Donghi, che ha ‘sprecato’ la vita per migliorare quella di persone emarginate, e che fa fatica ad esservi collocato, mettiamoci pure la salma di qualche mafioso di alto lignaggio che ha promosso l’economia brianzola finanziando magari il ‘mattone selvaggio’ (pecunia e mattone, come si sa, non olent !)
Propagandare poi le iniziative, già di per sé ributtanti dei circoli craxiani, usando ed abusando dei cartelloni elettorali costituisce un’insopportabile sozzura. Nessuno spazio o tolleranza sia concesso per tali sconci in una società democratica che deve respingere ogni collusione tra Politica e Affarismo.

