Per uno sviluppo sostenibile: “pensare globalmente, agire localmente”
Considerazioni generali e proposte da realizzare localmente in Lissone

Pensare globalmente
Il pianeta Terra è fragile e le sue risorse sono finite.
L’umanità sta vivendo al di sopra dei mezzi che la natura gli mette a disposizione.
Il modo di sviluppo dei Paesi industriali viene imitato dai Paesi emergenti. Se non si prendono seri provvedimenti rapidamente, la tensione sulle risorse diventerà problematica in un prossimo futuro.
Una demografia galoppante (in Europa, in un secolo la speranza di vita é passata da 45 a 73 anni), gli ecosistemi alterati, le città che si estendono all’infinito, le risorse che si riducono e una natura che, con dei violenti soprassalti, ricorda che ancora oggi ha il sopravvento sugli uomini. Secondo molti esperti occorre pensare ad uno “sviluppo sostenibile”.
Il termine “sviluppo sostenibile” è stato usato la prima volta nel marzo del 1987 da Gro Brundtland, primo ministro norvegese, in un rapporto intitolato “Our Common Future” presentato all’ONU. Egli definì come sostenibile uno sviluppo che risponde ai bisogni del presente senza compromettere le capacità delle future generazioni di far fronte alle loro.
L’espressione entrò rapidamente nell’uso comune, perché propone una risposta ad una preoccupazione: stiamo consumando le riserve del pianeta a tal punto da mettere in pericolo la nostra propria esistenza?
Le catastrofi industriali come quelle della fabbrica di pesticidi dell’Union Carbaide a Bhopal, in India, nel 1984, quella della centrale nucleare di Tchernobil in Ucraina,nel 1986 o la fuoriuscita di petrolio dell’Exon Valdez, negli Stati Uniti nel 1989, portano in primo piano la questione dello sviluppo sostenibile.
I danni all’ambiente hanno delle conseguenze pesanti sulla salute umana, sull’economia, sulla società.
Nei summit sullo stato della Terra vengono fissate delle direttive a livello internazionale, spetta poi agli Stati scegliere i mezzi per attuarle.
Nel terzo summit sullo stato della Terra del 1992, che si svolse a Rio, venne deciso che ogni Paese avrebbe redatto una Agenda 21, cioè come migliorare l’equilibrio del pianeta nei dieci anni seguenti, perché il XXI secolo fosse quello dello sviluppo sostenibile.
Il 20 ottobre 2007, in occasione del ventesimo anniversario del rapporto Brundtland, l’ONU ha invitato gli Stati a prendere velocemente dei provvedimenti per riconciliare economia di mercato ed ecologia.
Agire localmente
Anche le comunità locali devono dare il loro contributo.
Occorre sensibilizzare i cittadini per il rispetto dell’ambiente.
Quali le iniziative che proponiamo all’Amministrazione Comunale di Lissone:
1) Piedibus (dopo la sperimentazione occorre realizzarlo, aumentando le linee dirette alle varie scuole della città)
2) tutte le scuole elementari e medie di Lissone siano coinvolte in un progetto pedagogico di adozione di un giardino pubblico, uno per ogni scuola. Come? Gli alunni di ogni scuola dovranno impegnarsi a rispettare e verificare la manutenzione del proprio giardino pubblico. Con i loro insegnanti studieranno i tipi di alberi presenti e suggeriranno i modi di valorizzare “il loro spazio verde”, magari ponendo delle targhe e piantando nuovi alberi. Per ogni albero che muore ne siano piantati due. Si ripristini la festa degli alberi, nel mese di ottobre con il coinvolgimento delle famiglie
3) sostituzione nei locali pubblici delle lampade ad incandescenza con lampade a basso consumo energetico (ci risulta che è prevista per l’Aula consiliare)
4) installare pannelli solari sugli edifici pubblici, come esempio di utilizzo di energie rinnovabili
5) realizzazione di una circolazione dolce, (favorire l’uso della bicicletta con la creazione di più piste ciclabili, creazione di zone dove la circolazione di veicoli è ridotta a 30 Km orari, zone pedonali nei vari quartieri della città)
6) favorire la raccolta differenziata dei rifiuti domestici, agevolandola (provare la raccolta del vetro porta a porta, iniziando dai condomini)
7) controllo dell’efficienza degli impianti di riscaldamento nei locali pubblici
8) incrementare il trasporto pubblico in città
9) educare al risparmio dell’acqua e dell’elettricità (utile anche per l’economia domestica, visto il continuo incremento dei costi)
10) disincentivare l’uso dei sacchetti di plastica per fare la spesa, sostituendoli con borse come facevano le nostre nonne o con carrelli
Per il raggiungimento di questi obiettivi occorrerà il coinvolgimento delle varie categorie di cittadini: singoli, commercianti, scuole, imprese, servizi pubblici. Altre proposte potranno così scaturire.
Nel numero di maggio 2008 di “Lissone Informa” l’Assessore all’Ambiente di Lissone cita una serie di iniziative che “il gruppo intercomunale “Amica Brianza” ha recentemente concordato di realizzare. Ben vengano, ma, a nostro giudizio, occorrerebbe un maggior impegno dell’Assessorato all’Ambiente di Lissone e soprattutto la stesura di un programma d’azione da realizzare anche in più anni.