28 aprile 2008: Giornata Mondiale delle Vittime dell'Amianto
Il 28 gennaio 2005 a Porto Alegre (Brasile), nell’ambito del forum mondiale sull’amianto, è stato proposto dall’Abrea, associazione brasiliana degli esposti all’amianto, di definire una giornata mondiale nella quale richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sui gravissimi danni alla salute che l’impiego dell’amianto ha prodotto e, purtroppo, continuerà ancora a produrre per molti anni.
Nonostante le numerose ricerche, a tutt’oggi è molto difficile quantificare il numero delle morti causate dall’amianto nel mondo. In ogni caso, di certo, l’ordine di grandezza può considerarsi vicino ai milioni piuttosto che alle centinaia di migliaia.
Ed ancora non è finita in buona parte del mondo dove, incredibilmente, l’amianto viene ancora prodotto, impiegato e manipolato.
L’amianto è un minerale naturale a struttura fibrosa con buone proprietà fonoassorbenti e termoisolanti che, unitamente all’economicità, lo hanno fatto largamente utilizzare in passato in innumerevoli applicazioni industriali ed edilizie. Ma tale ampio utilizzo ha lasciato una pericolosa eredità: l’esposizione a fibre di amianto causa infatti asbestosi e tumori come il carcinoma bronchiale e il mesotelioma pleurico.
Nonostante l’estrazione e l’uso dell’amianto siano stati banditi già dal 1992, in alcune zone il rischio amianto rappresenta ancora una vera e propria emergenza ambientale. Al fine di affrontare correttamente il problema è quindi necessaria la valutazione della distribuzione delle aree a rischio presenti sul territorio attraverso la programmazione di piani di monitoraggio ambientale.
E a Lissone l’Assessorato all’Ambiente cosa fa?
Lissone: le immagini si riferiscono a due casi di eternit ammalorato presenti sul territorio comunale che necessitano di un intervento di bonifica
Il giorno 29/04/08 abbiamo inviato la seguente mail a:
ecologia@comune.lissone.mi.it
All'attenzione dell'Assessore Lino Fossati
Desidereremmo conoscere la posizione del suo Assessorato circa il problema eternit ammalorato presente sul territorio lissonese come denunciato, oltre che dalla stampa locale, anche da noi nel nostro sito.
Vedere:
http://cedri-lissone.over-blog.com/article-19108945.html
La ringraziamo in anticipo.
Distinti saluti
La Redazione del blog del Comitato "Salviamo i due cedri" di Lissone
http://cedri-lissone.over-blog.com/
Rimaniamo in attesa di una risposta
Fin dall’antichità l’amianto è stato usato per scopi “magici” e “rituali”. Una credenza popolare diceva che l’amianto fosse la “lana della salamandra”, l’animale che per questo poteva sfidare il fuoco senza danno.
Dalla leggenda alla tragedia di Casale Monferrato.
Il caso Casale Monferrato
Dal 1907 al 1986 a Casale Monferrato ha operato la multinazionale Eternit, specializzata nella produzione di prodotti in cemento amianto per l'edilizia.
L'esposizione alle fibre aerodisperse dell'asbesto (amianto) provoca, oltre all'asbestosi, diverse tipologie tumorali fra le quali la più frequente é il mesotelioma pleurico, privo di cura, la cui incubazione può variare dai 15 ai 45 anni.
In Italia l'impiego dell'amianto é stato messo fuorilegge solo nel 1992; a Casale Monferrato l'amianto, secondo l'indagine del Procuratore della Repubblica di Torino Raffaele Guariniello, ha già ucciso, ad oggi, 1.400 persone fra le quali 900 ex lavoratori dello stabilimento Eternit e 500 cittadini.
L'amianto é stato utilizzato nella fabbricazione di materiali isolanti, nella sostituzione di freni e frizioni, per alcune plastiche rinforzate e vernici, nei prodotti di cemento amianto per l'edilizia (condutture dell'acqua, tetti, canne fumarie): solo nella città di Casale oggi si stimano ancora 800.000 metri quadri di coperture da bonificare.
Recentemente è stato valutato che i casi di mesotelioma pleurico e malattie derivanti dall'amianto aumenteranno progressivamente fino a raggiungere un picco che vedrà il suo culmine fra il 2015 ed il 2020.