Sul nuovo monumento ai caduti nel cimitero
(La Redazione) Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni sull’argomento ed una lettera firmata che pubblichiamo.
“La stessa approssimazione con cui è stato realizzato il nuovo monumento ai partigiani lissonesi fucilati nel giugno 1944, posto in Piazza Libertà (la lastra in cristallo è ruotata di 180 gradi rispetto al progetto, la spaccatura nel cristallo che figurava nel progetto è stata sostituita da una zigrinatura il cui significato risulta incomprensibile, oltre le scritte che recano i nomi dei fucilati poste in verticale e quindi di difficile lettura), la stessa approssimazione sembra essere alla base della compilazione dell’elenco dei caduti lissonesi della seconda guerra mondiale, i cui nomi sono stati incisi sulle steli di marmo poste ai lati del monumento nel cimitero urbano.
E’ sufficiente un confronto con il monumento di legno, inaugurato il 25 aprile 1955, che si trova nella chiesa dell’Oratorio maschile, per rendersene conto: su questo, l’elenco dei caduti lissonesi nella seconda guerra mondiale è suddiviso tra caduti in guerra, dispersi sui vari fronti (russo, orientale africano), dispersi in mare, morti per la libertà (cittadini lissonesi fucilati dai nazifascisti) e morti nei campi di concentramento in Germania.
Nel nuovo monumento del cimitero non si è seguito il criterio sopra citato e vi sono degli errori nella distinzione tra caduti e dispersi (un parente la cui tomba si trova in un cimitero sudafricano figura nell’elenco del cimitero tra i dispersi). Inoltre ritengo scorretto aver mischiato con i militari i caduti per la libertà (i civili fucilati) e i deportati politici morti nei lager nazisti .
E i 13 nominativi che non figurano nell’elenco dell’Oratorio maschile? Sono state delle dimenticanze nell’anno 1955, a cui s’è posto rimedio, aggiornando l’elenco? Qual è stata la fonte? Da quale archivio sono stati presi i nomi dei caduti? Che tipo di verifiche sono state compiute e da chi? Nel monumento al cimitero è stato forse inserito anche qualcuno che si era schierato con la Repubblica Sociale italiana al fianco dei nazisti?
Sarebbe utile una risposta da parte dell’Amministrazione comunale a tutti questi interrogativi.
È chiaro che la morte rende tutti uguali. Ma ciò che divide sono le diverse scelte di vita che non possono essere considerate come se fossero state le stesse per tutti, perché così facendo non c’e’ più criterio, non c’e’ più misura, non c’e’ più nulla che sia in grado di distinguere chi si batteva per un’idea alta di uguaglianza, di democrazia, di libertà e chi si batteva esattamente per il contrario.”
Lettera firmata
P.s.: in caso di pubblicazione della lettera su un giornale, questa dovrebbe essere integrale, onde evitare fraintendimenti. La Redazione del blog