il cimitero urbano (parte III)

Publié le par Alekos

Il problema dell’espansione attorno al cimitero si acuì proprio nel corso del secondo e del terzo decennio del Novecento quando s'intensificò l'attività edilizia di questa zona, volta alla costruzione di case con annesso laboratorio.  Nel 1926 la zona di 'rispetto’ del cimitero, venne ulteriormente ridotta a 150 metri, visto che l'ubicazione centralissima del camposanto nei riguardi dell'abitato comunale ostacolava notevolmente lo sviluppo dell'edilizia, con grave disagio della popolazione già vessata dal problema della crisi delle abitazioni particolarmente aggravatosi nel primo dopoguerra. 
Nel Piano Regolatore del 1933 si prevedeva un raddoppio sul lato meridionale del camposanto, in terreni fuori dall'abitato e facilmente espropriabili. Tuttavia, l'acquisto del terreno necessario all'attuazione del progetto avvenne solo nel 1940. II fondo ottenuto aveva una superficie complessiva di mq. 10.650, di cui 2.350 mq. di proprietà del patrimonio Riva.
La Legge 265 del 27 luglio 1934 stabiliva: «I cimiteri devono essere collocati alla distanza di almeno 200 metri dal centro abitato. E' vietato di costruire intorno agli stessi nuovi edifici e ampliare quelli preesistenti entro il raggio di 200 metri. Il Prefetto, quando abbia accertato che a causa di speciali condizioni non è possibile provvedere altrimenti, può permettere la costruzione e l'ampliamento di cimitero a distanza minore di 200 metri, dai centri abitati». 
Nel corso della guerra si continuò a lavorare al progetto, che, sebbene ultimato e approvato nel 1946, non venne mai attuato.
Del camposanto si ricominciò a parlare solo nel 1949. Due le relazioni che furono stilate per l'occorrenza: una che sosteneva l'ipotesi di spostare il cimitero in aree meno coinvolte dalla crescita edilizia, l’altra che invece contemplava l'ampliamento del cimitero.
Si decise nuovamente per un ampliamento. Nel maggio del 1950 venne bandito un concorso al quale potevano partecipare tutti gli ingegneri e gli architetti appartenenti agli ordini delle province di Milano e Como.
La Commissione giudicatrice, tuttavia, presi in esame i quattro progetti ammessi, ritenne invece di affidare l'incarico di stendere un progetto per la recinzione della nuova area all'Ufficio Tecnico del Comune di Lissone. 
La pressante necessità di provvedere a nuovi posti per la sepoltura delle salme, indusse l'amministrazione comunale ad appaltare velocemente i lavori di recinzione per il nuovo ampliamento del cimitero, che vennero eseguiti entro l'agosto del 1952.

(continua)

 

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