il cimitero urbano (parte I)
Un po' di storia
Nella delibera del Consiglio comunale di Lissone n. 179 del 18 maggio 1926 si stabiliva «...è fermo il proposito dell'amministrazione comunale di trasferire il cimitero in un prossimo futuro in una zona periferica che per lungo volgere di anni non abbia ad ostacolare il crescente sviluppo edilizio del centro abitato».
Sono passati 80 anni e il fermo proposito è rimasto solo sulla carta; per non ostacolare lo sviluppo urbanistico si è ricorsi, in diversi momenti, alla riduzione della cosiddetta “zona di rispetto”, individuata da una distanza minima dal cimitero.
Di seguito ripercorriamo nel tempo le vicende che hanno portato all’attuale situazione in Lissone.
Il primo cimitero di Lissone occupava il fronte e il lato meridionale della vecchia chiesa parrocchiale, situata nell’attuale Piazza Libertà (dopo il rifacimento della piazza, sono visibili alcuni resti delle mura) .
Da Lissonum: “Quando infierivano le pestilenze, i morti non si seppellivano, per misure sanitarie, nel cimitero, ma in cave di terra in luoghi appartati a distanza tale da evitare il contagio, che si dissero poi “li Fopponi”. Lissone ebbe il suo, probabilmente in occasione della peste del 1630 nel luogo stesso che si usò poi a Campo-santo, tanto che si conservò l'usanza popolare di chiamare foppone il cimitero”.
Pianta del borgo di Lissone nel 1723: le parti in bianco sono le case; quelle oscure numerate sono gli orti ed i giardini (il cimitero occupava il fronte e il lato meridionale della vecchia chiesa parrocchiale, situata nell’attuale Piazza Libertà). (continua)