Ripensare la città a misura di bambino
Avendo appreso che l’Amministrazione Comunale di Lissone intende promuovere un progetto denominato “Nonni Civici e Solidali” per la sorveglianza dei ragazzi all’entrata e all’uscita delle scuole, vorremmo fare una proposta: verificare durante lo studio del progetto anche la possibilità di organizzare anche in Lissone il “piedibus” ovvero “andiamo a scuola a piedi”.

“La campagna "Andiamo a scuola a piedi" sta oramai coinvolgendo diversi Comuni in provincia di Milano. La campagna è stata promossa dall'assessorato ai Diritti dei bambini e delle bambine della Provincia di Milano. Il fine sociale e pedagogico è avviare i più piccoli all'educazione alla mobilità sostenibile e al rispetto dell'ambiente.
In molti comuni che hanno dato vita alla campagna, sono entrate in relazione tre generazioni: i bambini, i genitori, gli anziani. Hanno collaborato insieme i vigili urbani, diventati, nella circostanza, i "vigili dei bambini", i commercianti, gli insegnanti. Insomma, la campagna serve ad aumentare la coesione sociale. Per di più le amministrazioni comunali sono state incentivate a mettere in pratica le necessarie correzioni alla sicurezza della viabilità. Mancanza di strisce pedonali, parcheggi in zone destinate al passaggio dei pedoni, marciapiedi sconnessi, lavori in corso sono alcune delle tante irregolarità che rendono arduo il percorso di chi va a piedi.
Se a piedi va un bimbo, a tutto ciò si aggiunge anche il pericolo del traffico automobilistico. L'altro aspetto che questa campagna sta mettendo a fuoco riguarda la qualità della vita nelle famiglie e la salute dei bambini. La cattiva alìmentazione, sostenuta da un poderoso apparato di comunicazione mediatica e da una lacunosa educazione alimentare, ha determinato un fenomeno tanto tipico dei Paesi industrializzati, quanto relativamente nuovo nella storia dell'umanità: il fenomeno dei bambini in soprappeso.
Un fenomeno paradossale, se si considera che uno dei flagelli dell'umanità per decine di migliaia di anni, ed ancora oggi in tanta parte del pianeta è stata la fame, e di conseguenza la denutrizione dei bambini. L'occidente vive il paradosso dei bambini in soprappeso, con tutte le patologie correlate a questa condizione. Una condizione agevolata anche dal cambiamento strutturale dell'ambiente di gioco dei bambini che prima della motorizzazione di massa era spesso la strada, mentre oggi è quasi sempre e solo la casa.
Fino a un secolo fa, il gioco e le amicizie, si concretizzavano sui marciapiedi o nei campi. Oggi un bambino di città vive grande parte della sua vita nella sua abitazione, alternando giochi più o meno sedentari, alla televisione, alla play station, e spesso al computer. Con la campagna dell'andare a scuola a piedi, la strada diventa, anzi, torna ad essere un luogo di incontro”. (da "La Provincia in casa”).
Per fare movimento
Imparare a circolare
Esplorare il proprio quartiere
Diminuire traffico e inquinamento
Insieme per divertirsi
Bambini più allegri e sicuri di sé
Un buon esempio per tutti
Svegliarsi per bene e arrivare belli vispi a scuola
Per organizzare “Andiamo a scuola a piedi” esiste anche un sito internet che offre tutte le informazioni necessarie: http://www.piedibus.it/