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iniziative ecologiche

segnaliamo alcune iniziative di altre associazioni lissonesi:

"Amici del Bosco Urbano"
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     21 marzo 2010


DOMENICA ECOLOGICA 

oggi ricordiamo

pensiero del giorno

"la miseria non piange, non ha voce. La miseria soffre, ma soffre in silenzio. La miseria non si ribella.
I poveri insorgono solo quando sperano di poter cambiare qualcosa. Di solito si sbagliano, ma solo la speranza è capace di indurre la gente ad agire.
La principale caratteristica di un mondo permanentemente in miseria è l'assenza di speranza e la gente lo sa perfettamente. Lo sa da tempi immemorabili.
Dato che questa gente non riuscirà mai a ribellarsi, ci vuole qualcuno che parli per lei ..." 
da "Autoritratto di un reporter" di Rysard Kapuscinski

l'angolo della satira

dobbiamo ridere ... o piangere 
 le vignette di ZOT
2002-2009”
 

perché questo sito?

Il nostro obiettivo: agire per difendere l'ambiente in cui viviamo! 
Nato a sostegno dell’azione di un gruppo di cittadini, volta ad evitare l’abbattimento di due cedri (pini argentati) nel centro della città, il sito si è trasformato in uno spazio ideale nel quale si possono trovare notizie, approfondimenti, avvenimenti storici della città di Lissone. Vuol essere altresì un luogo in cui si segnalano disfunzioni o aspetti negativi nel vivere quotidiano della comunità lissonese e dove si propongono agli Amministratori comunali soluzioni migliorative. Non poteva mancare un angolo dedicato alla satira politica lissonese. 

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per un mondo sostenibile


Mentre leggiamo questo articolo nascono 2500 bambini sul nostro pianeta. In un anno saremo 80 milioni di più. Nel 2050 saremo circa 9 miliardi (le stime variano da 7,5 a 10), un aumento del 50% in 50 anni.

Ce la farà l’agricoltura a nutrire tutta la popolazione della terra?

Per nutrire la popolazione mondiale occorrerà almeno raddoppiare la produzione attuale, malgrado l’impoverimento dei terreni, un’acqua ogni giorno più rara e dei rendimenti in diminuzione: è questa l’equazione da risolvere per nutrire il pianeta nel 2050.

a)    Diversificare le colture, la rotazione delle colture, servendosi della complementarietà tra alcuni tipi di piantagione e il riciclaggio dei rifiuti per creare deigli ecosistemi superproduttivi, controllati dall’uomo, ma meno dipendenti dalla chimica e dall’industria.

Secondo tutti gli specialisti, occorre associare alberi e piante annuali. Gli alberi svolgono un ruolo protettore, creano ombra, favoriscono la,penetrazione dell’acqua, impediscono l’erosione del suolo e forniscono legna da bruciare e per il riscaldamento.

b)    Irrigare meno ma meglio (dove é possibile, con sistemi goccia a goccia più economici, che apportano acqua quando c’é un bisogno).

c)    Si stanno cercando tutte le strade per migliorare le piante coltivate: piante  più produttive, più resistenti alla salsedine, all’aridità, all’inquinamento, agli insetti parassiti. Come? Ricorrere alla genetica o limitarsi alla vecchia selezione vegetale?

La maggior parte degli agricoltori (e i piccoli agricoltori sono la maggior parte degli agricoltori della terra) ritengono più importante non impoverire i terreni e migliorare le condizioni di coltivazione che non disporrre di piante  superperformanti. Si potrebbero utilizzare delle piante di servizio, una sorta di piante ausiliarie per l’agricoltura,ad esempio piante con radici molto lunghe, capaci di far risalire elementi nutritivi dalle profondità dei suoli per metterli a disposizione delle colture. Oppure piante dalle capacità radicalisufficienti per dei suoli, diventati duri, penetrabili all’acqua.

d)    Ricorrere maggiormente alle leguminose che hanno sulle loro radici dei batteri, detti simbiotici, che permettono di fissare l’azoto dell’aria, riducendo cosìl’uso dei fertilizzanti.

e)    Investire sull’uomo. Per salvare l’agricoltura occorre un cambiamento culturale al fine di smettere di considerare gli agricoltori come delle persone arretrate. Gli agricoltori sono i gestori della biosfera: istruzione,formazione professionale,possibilità di accedere al credito,dei sindacati o delle associazioni che permettano a loro di esistere socialmente e di far valere i loro diritti. La prima cosa, ancora lontana da realizzare, sarebbe distribuire ai contadini terre sufficienti perché possano vivere correttamente, senza impoverirsi e pesare sull’ecosistema.

 

Produrre con meno sprechi

a)     Puntare su nuovi materiali (ad esempi materiali plastici biodegradabili)

Ricorrere all’uso del petrolio ad usi “nobili”. A 150 dollari al barile è ormai diventato l’oro nero. Produrre vetture  con due motori: il primo termico funzionante a benzina, il secondo elettrico che recupera tutta l’energia perduto ospillata quando il motore termico gira e la vettura frena o rallenta.

Anche nella produzione del cemento, aggiungendo, nelle enormi torri nelle quali si fa cuocere il cemento, ai combustibili fossili (generalmente carbone) dei rifiuti industriali od agricoli, come gli oli usati, gli scarti di lavorazione del caffé, o la puia del riso, é possibile risparmiare più del 10% di energia usata oltre ad aver emesso (secondo calcoli) 9 milioni di tonnellate in meno di CO2, come ha fatto Lafarge, il primo gruppo mondiale nella produzione di cemento, nel 2006.


Altri rifiuti, come le ceneri prodotte dalle fonderie e dalle centrali termiche, possono sostituire una parte del calcare e dell’argilla usati nella fabbricazione del cemento. Il loro usoè diventato comune, tanto che alcuni cementi ne contengono dal 50 al 60%.

a)     Riciclare il più possibile facendo diventare i rifiuti la materia prima di altre produzioni

b)    Affittare i prodotti anziché venderli. Alcuni esempi: la Michelin ha proposto agli autotrasportatori la manutenzione dei pneumatici per diminuire il consumo di carburante; la Xerox ha proposto, a parità di guadagno, ai suoi clienti l’affitto  e la manutenzione delle fotocopiatrici, anziché l’acquisto. Il fine é quello di limitare la fabbricazione continua di nuovi prodotti.

 

Riciclare piuttosto che buttar via


I rifiuti si accumulano, gli inceneritori inquinano, le discariche sono stracolme e il riciclaggio arranca. Per non parlare degli scarichi abusivi, dove finiscono più della metà dei rifiuti dei comuni delle zone urbane che sono particolarmente numerosi nei paesi in via di sviluppo. Cosa fare dei 2,5 ai 4 miliardi di tonnellate di rifiuti che produce la popolazione mondiale  e che aumenteranno nei prossimi anni?

Malgrado una regolamentazione abbastanza severa, circa la metà della circolazione mondiale dei  rifiuti si svolge in modo illegale. Continua inoltre una vecchia abitudine di spedire segretamente una parte dei rifiuti tossici in Africa, in Asia ed ora anche nei Paesi dell’Est, nonostante la Convenzione di Bali del 1989 che ha stabilito un controllo delle importazioni ed esportazioni di rifiuti. Per quanto riguarda i rifiuti nucleari, nessun Paese ha trovato delle soluzioni per lo smaltimento di questi rifiuti pur sapendo che rimarranno tossici per miloni di anni. Quali potrebbere essere alcune soluzioni del problema rifiuti?

a)     Bruciare i rifiuti per produrre energia elettrica. Occorre evitare di incenerire ciò che è ancora valorizzabile in altro modo ed evitare assolutamente di bruciare oggetti contenenti PVC la cui combustione produce dei vapori di acido cloridrico. L’inceneritore è allora accusato di produrre diossina che è molto solubile nei grassi organici (animali e uomini) e in parte solubile nell’acqua. La diossina è potenzialmente accumulabile nei suoli, nei sedimenti e nei tessuti organici. A lungo periodo si può ritrovare nelle catene alimentari fino a giungere nell’uomo. A TCDD (diossina di Seveso) è nel primo gruppo delle sostanze cancerogene. Gli inceneritori non devono superare 0,1 nanorammi (0,1 miliardesimi di grammo) di diossina per m3.

b)     Trasformare  i rifiuti in gas e in nuovi carburanti: ad esempio bruciare i rifiuti tra 350 e 750 gradi. Le materie organiche si separano in gas e resti solidi. I gas infiammabili ( metano ed altri idrocarburi, idrogeno, monossido di carbonio sono utilizzati per esiccare i rifiuti e riscaldare le pareti del forno. I residui solidi sono formati da materiali stabili (vetro, Sali, metalli) e di cenere;  il cloro è assorbito dal carbone per evitare la formazione di diossina. Una volta lavate dai composti clorati, le ceneri sono assimilabili ad un mediocre carbone (il coke)che dovrà essere lavato, raffreddato e declorato. Il coke servirà poi per la siderurgia, per i cementifici, le centrali elettriche e le centrali termiche.

c)     Utilizzare i rifiuti per il compostaggio. L’idea é di decomporre i rifiuti organici (vegetali,rifiuti di cucina, carta, fanghi della stazione di depurazione) e farli fermentare in presenza di ossigeno da microorganismi. Nel giro di 2 – 4 mesi si ottiene del terriccio piùo meno ricco che può servire da concime per le colture come fertilizzante. Ne è in aumento l'uso negli spazi verdi urbani

d)            
Riciclare al massimo è una delle priorità della politica europea. Un’automobile nel 2015 dovrà essere riciclabile al 95%. Questo costringe i costruttori a pensare al riciclaggio dei loro prodotti già in fase di costruzione.

Ridurre l’inquinamento dell’aria e dell’acqua
Alcuni milioni di mortiall’anno: questo è il costo umano dell’inquinamento dell’aria e dell’acqua nel mondo. La situazione é particolarmente critica in Cina dove si trovano 16 delle 2à città più inquinate del mondo. Le principali accusate sono le particelle solide e liquide in sospensione nell’aria, cariche di solfati, nitrati, composti organici e metalli pesanti che penetrano nelle vie respiratorie. I possibili rimedi:

a)          
fermare le emissioni di inquinanti alla sorgente: filtri sulle vetture diesel, marmitte catalitiche da migliorare

b)          
disinquinare per mezzo della luce naturale; purificare l’aria e l’acqua grazie al sole:questa é la fotocatalisi. Su che cosa si basa? Sfruttando la proprietà semicondutrice di elementi come il biossido di titanio che assorbono i raggi ultravioletti e generano sulle loro superfici dei radicali liberi. Questi intermediari chimici a brevissima durata reagiscono immediatamente con gli agenti inquinanti (idrocarburi, coloranti o pesticidi, ad esempio) e li ossidano, trasformandoli in minerali, gas carbonati e acqua.
Si stanno sperimentando anche cementi che hanno la capacità di assorbire una parte degli ossidi di azoto emessi dai gas di scappamento;altri progetti pilota sono in corso per le acque. Ricercatori del progetto europeo Acquacat stanno mettendo a punto un processo fotocatalitico con apparecchi destinati alle popolazioni che vivono in zone semiaride

b)           riutilizzare le acque usate

Tutte le acque usate raggiungono le fognature poi le stazioni di depurazione prima di arrivare nei fiumi o nel mare. Le acque urbane usate potrebbero essere riutilizzate localmente, e una volta depurate, potrebbero servire per bagnare gli spazi verdi o per il raffreddamento degli impianti industriali.

In Israele si riutilizza circa l’80% delle sue acque di scarico per l’irrigazione delle colture.

c)           Ricreare le falde sotterranee

Piuttosto che buttare le acque epurate nei fiumi, perché non mandarle direttamente nelle falde freatiche? Diverse città (in Israele, Australia,California, Spagna e Germania) adottano tale sistema. A Berlino il metodo scelto consiste nel riversare le acque in un bacino di filtrazione dove le acque percolano attraverso il suolo nella falda. Si sfrutta la capacità naturale di filtrazione e di ossidazione del suolo che depura senza consumo di energia

d)           Epurare per mezzo di bioreattori a membrana.

Attualmente in una stazione di depurazione tradizionale l'acqua sporca è versata in un grande bacino. Si accelera il processo di depurazione naturale per mezzo di batteri presenti nell'acqua, che  si nutrono e si moltiplicano assimilando gli inquinanti organici che provengono dagli escrementi ed altri rifiuti. Una fase di decantazione consente poi di separare i batteri che si depositano sul fondo e formano i fanghi di depurazione. L'acqua meno inquinata ma non potabile è allora scaricata nei fiumi


... (continua)

 

 

 

 

 

 

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