Sarebbe interessante sentire il parere dei sette architetti, esperti in materia di tutela paesaggistica e ambientale, membri della Commissione per il
Paesaggio (commissione nominata dalla Giunta comunale di Lissone il 29/10/2008 con delibera N.309).
In una città d’Europa
In una città d’Europa di 18.000 abitanti e con una superficie di 6 kmq (due terzi della superficie di Lissone), abbiamo avuto l’occasione di vedere un complesso di edilizia economica
popolare, realizzato negli anni ’50. Tale complesso è costituito da 27 edifici di 4 piani, suddivisi in 9 gruppi (square), su un terreno di 28 ettari.
Il complesso rispetta i principi della carta di Atene, ispirata da Le
Courbusier: preservare l’aria, la luce e gli spazi verdi.
I servizi sono creati per agevolare la vita degli abitanti: aree di gioco
attrezzate per i bambini, complessi scolastici (scuola materna e primaria), strutture sportive, un centro commerciale.
Vialetti collegano i vari edifici ed i servizi.
Nove sono le aree atrezzate per gioco dei bambini: una per ogni square.
Gli alberi, ormai ad alto fusto, sono di varie essenze. Nuove piantumazioni vengono eseguite dove si renda necessario. I prati verdi hanno impianti di irrigazione semiautomatici. L'erba viene
tagliata spesso per evitare il diffondersi di infestanti, così pure le siepi. Molte sono le aiuole, alcune con piante perenni altre con fiori di diversi colori, sostituiti in funzione delle
stagioni. Sei sono i campi da tennis, due i campi per la pallacanestro, tre le aree destinate al gioco delle bocce.
L'area è controllata da vigili di quartiere.
All’interno non possono circolare mezzi a motore. Posteggi e garage sono
all’esterno.
Per la raccolta (differenziata) dei rifiuti e per il trasporto di materiali vari all'interno del complesso vegono usati mezzi con motore elettrico. L'inquinamento acustico all'interno del
complesso è quasi nullo.
Nelle immagini seguenti alcune vedute:
Si noti la cura con cui viene tenuta l’intera area.
A Lissone
Negli stessi anni ’50, venivano costruite a Lissone le prime case di edilizia economico popolare, situate in via Ferrucci, angolo via XX Settembre;
Nella adiacente Via Leopardi vi era un'area attrezzata per il gioco dei bambini:
è stata eliminata dopo l'ampliamento del cimitero (assessore ai Lavori Pubblici Ruggero Sala).
Ecco come il Comune di Lissone, proprietario degli immobili di Via Ferrucci, (sindaco Ambrogio Fossati, Assessore ai Lavori Pubblici Gabriele Lucio Volpe) se ne prende cura:
Qual'è il parere dei sette architetti, esperti in materia di tutela paesaggistica e
ambientale, membri della Commissione per il Paesaggio (commissione nominata dalla Giunta comunale di Lissone il 29/10/2008 con delibera
N.309)?
Inoltre alla fine degli anni settanta
venivano costruite a Lissone le cosidette
“Case Bianche” dell’ A.L.E.R.
in via Di Vittorio, area meglio conosciuta in città come quartiere LS1. Subito nel quartiere si è verificato "un
rapido processo di degrado sociale e spesso è stata superata la soglia del rischio con fenomeni di criminalità".
Nel frattempo (luglio 2009 da “IL GIORNO”) :
"DEGRADO E TOPI
nell’area del cantiere, avviato ma poi bloccato da mesi per il fallimento della ditta che aveva vinto l’appalto. È quanto accade nel rione Aler di via Di Vittorio, meglio conosciuto in città come
quartiere LS1, dove i lavori di riqualificazione che dovrebbero riportare a nuova vita la zona sono fermi da tempo per il crack dell’impresa aggiudicataria di una parte dell’opera".
Inoltre: «In via dei Ciliegi per 2 settimane c’è stata la fognatura che perdeva e buttava liquami in strada, vicino a dove vanno a giocare anche i bambini - raccontano alcuni residenti -. Ci sono
voluti diversi solleciti ad Aler, Comune e azienda perché venissero a pulire. Ogni 2 o 3 mesi quella fogna perde, non ne possiamo più».
ed ancora:
Lissone,
la rabbia dei residenti del rione Ls1
da "Il Giorno" 9
Agosto 2009 articolo
di GIGI
BAJ
«Case dell’Aler fatiscenti e covo di teppisti»
LETTERALMENTE
assediati da teppisti e malavitosi che non hanno il benchè minimo rispetto del prossimo e delle infrastrutture pubbliche. Una vita veramente difficile quella dei residenti di via Di Vittorio e
delle altre arterie che si snodano nel quartiere Ls1 di Lissone. Un grande agglomerato urbano con oltre 3mila residenti costruito negli anni Settanta e diventato con il passare del tempo una tra
le aree più densamente popolate, dove molte famiglie sono costrette a convivere con violenze e soprusi.
IN PIÙ
di un’occasione i cittadini si sono rivolti all’amministrazione comunale, all’Aler, proprietaria della stragrande maggioranza degli immobili, e alle forze dell’ordine per denunciare episodi e
situazioni di degrado che continuano a prosperare nonostante le promesse di miglioramento. Ne sanno qualcosa i residenti delle uniche due palazzine di proprietà a ridosso dei fabbricati
dell’Aler: «Durante l’estate - ha dichiarato Luca Valente, residente da cinque anni - la situazione diventa ancora più insostenibile. Motorini che sfrecciano a tutta velocità sotto le finestre
aperte, giovani che trascorrono le serate schiamazzando, abbandonando bottiglie e quant’altro all’interno del nostro giardino condominiale che con il passare del tempo si sta trasformando in un
immondizzaio. Ci buttano di tutto. Qualche settimana fa abbiamo trovato addirittura un coltello a serramanico e una cartuccia di fucile». I residenti sono esaperati: «Abbiamo acquistato casa e
vogliamo vivere tranquilli in un ambiente pulito e decoroso. Continuiamo a raccogliere la sporcizia che i soliti maleducati buttano nel nostro giardino solo per fare un dispetto.
Le case dell’Aler sono spesso fatiscenti».
I SEMINTERRATI dei palazzi si trasformano di notte in terra di nessuno: «Oltre allo spaccio, c’è sempre un gran via vai di persone che smontano moto e bici. Inoltrarsi nei garage è veramente
molto pericoloso: la gente ha paura. Basterebbe una maggiore presenza di forze dell’ordine per dare una regolata a quegli individui, ben noti e facilmente identificabili, che hanno deciso di
vivere fuori dalle regole e che recano danno a tutte le altre bravissime persone che risiedono nel quartiere». I carabinieri passano spesso in via Di Vittorio pattugliando la zona ma «non è
sufficiente - ha continuato Valente - perchè nel momento in cui si allontanano riprende tranquillamente il via vai. Come deterrente basterebbe anche solo la presenza di vigili urbani che però non
si vedono mai durante le ore notturne».
"Contratto di quartiere" LS1
Il tanto
decantato (da parte della Giunta Comunale di Lissone) "Contratto
di quartiere" LS1 ovverossia il progetto di riqualificazione (tempi previsti 7 anni, vedi sito internet dell'A.L.E.R.) del quartiere e di costruzione di nuove tre palazzine, appare come una
soluzione di basso profilo (molte promesse, le cui modalità di realizzazione sono tutte da definire) e subito mal iniziata.
Inoltre le nuove
tre palazzine sorgeranno in prossimità di
un’industria (la Vefer) classificata come un’azienda
a Rischio Incidente Rilevante.
Vendredi 18 septembre 2009
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