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la voce di chi sogna di cambiare il paese per non cambiare di
paese
Benvenuti sul sito degli "Amici dei due cedri di Lissone"
blog ufficiale dell'ex Comitato "Salviamo i due cedri"
"pensare globalmente, agire
localmente"
chiediamo all'Amministrazione comunale di
intitolare il Museo d'Arte Contemporanea di Lissone al pittore GINO MELONI
la
Biblioteca civica a SANDRO PERTINI e la Biblioteca del Mobile ad ALFREDO
POZZI
dobbiamo ridere ... o
piangere
le vignette di ZOT
2002-2009”
Il nostro obiettivo: agire per difendere
l'ambiente in cui viviamo!
Nato a sostegno dell’azione di un gruppo di cittadini, volta ad evitare l’abbattimento di due cedri (pini argentati) nel
centro della città, il sito si è trasformato in uno spazio ideale nel quale si possono trovare notizie, approfondimenti, avvenimenti storici della città di Lissone. Vuol essere altresì un luogo
in cui si segnalano disfunzioni o aspetti negativi nel vivere quotidiano della comunità lissonese e dove si propongono agli Amministratori comunali soluzioni migliorative.
Non poteva mancare un angolo dedicato alla satira politica
lissonese.
Dal 21 al 29 novembre 2009
La Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti è un'iniziativa per promuovere maggiore consapevolezza sulle eccessive quantità di rifiuti prodotti e sulla necessità di ridurli drasticamente.
18 novembre 2009
Privatizzazione dell'acqua: il governo incassa la fiducia. Insorgono i consumatori: referendum
L'Aula della Camera ha confermato la fiducia al governo Berlusconi approvando con 320 sì e 270 no la fiducia posta sul decreto legge Ronchi già approvato dal Senato e il cui cuore è la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, compresa l'acqua. Giovedì il voto finale sul provvedimento.
Aumenti dell'acqua tra il 30% e il 40% - "Si profila una vera e propria stangata – spiega il Codacons - se consideriamo in 3 anni il tempo necessario perché il nuovo sistema vada a regime, alla fine di questo processo il rischio concreto è quello di un aumento medio del 30% delle tariffe dell'acqua". Così, aggiunge, "se nel 2009 una famiglia media italiana spenderà 268 euro, considerando un consumo medio annuo di 200 metri cubi d'acqua, tra 3 anni quella stessa famiglia spenderà in media 348 euro all'anno, con un incremento di 80 euro, pari al +30%".
Il privato non dà le stesse garanzie dello Stato - Per il responsabile Servizi a rete del Movimento difesa del cittadino (Mdc), Francesco Luongo, saranno "di oltre il 40% gli aumenti in bolletta", visto che "si aggiungerà la necessità dei profitti delle Spa con inevitabili conseguenze sulle tariffe". Anche secondo l'Adiconsum, oggi "se le tariffe sono le più basse in Europa è grazie al "pubblico". Il privato non è garanzia di investimento; è invece certo che ci saranno tariffe più elevate", sostiene il segretario generale Paolo Landi, indicando come "indispensabile un'Autorità che oltre a stabilire parametri di qualità e criteri per le tariffe e gli investimenti disponga di reali poteri di sanzione". "Questa volta siamo pronti alla mobilitazione", dice il presidente della Confeuro, Rocco Tiso, e comunque "resta da sciogliere il nodo dell'organismo di controllo per stabilire le tariffe. Senza questo strumento la riforma è monca".
I consumatori chiedono il referendum - "Troviamo del tutto inaccettabile ed improponibile la norma sulla privatizzazione del servizio idrico", ha affermato in una nota Federconsumatori e Adusbef, aggiungendo che "qualora, in assenza di un sussulto di responsabilità parlamentare, questo provvedimento dovesse passare, Federconsumatori ed Adusbef sono già pronte a raccogliere le firme per un referendum abrogativo. Persino le autorizzazioni per l'installazione dei gazebo destinati alla raccolta sono già state preparate". "Avvieremo tutte le misure in nostro potere per far sì che questa norma, che è un vero e proprio insulto ai cittadini, non entri in vigore." - dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti delle due associazioni, preoccupati del fatto che con "il passaggio da un monopolio naturale a un monopolio privato, non solo si esproprieranno i poteri degli enti locali, ma, sulla base delle esperienze fatte, si prospettano andamenti tariffari molto negativi".
Sarà proposto un referendum abrogativo - "Il Governo si è bevuto la fiducia dei cittadini. Blindando l'acqua nel decreto Ronchi, infatti, l'esecutivo ha dimostrato di essere preoccupato più di assecondare gli interessi dei gruppi industriali privati che di regolamentare un settore vitale per la società con la costituzione di una Autorità ". Lo sostiene il segretario generale Teresa Petrangolini, in merito "ad una decisione che di fatto rende obbligatoria la privatizzazione della gestione dell'acqua" e che, aggiunge "non può che indurci a sostenere la raccolta firme per un referendum abrogativo". "Ad avvenuta approvazione del decreto - continua Petrangolini - il Governo dovrà preoccuparsi di giustificare all'opinione pubblica l'inevitabile aumento delle tariffe. La scusa dei bassi costi in Italia rispetto al resto dell'Europa - conclude - non regge a fronte dei diversi volumi di investimenti, delle deroghe ai livelli di potabilità, e alla qualità complessiva del servizio".
"Un favore alla criminalità organizzata" - Lo afferma il segretario generale Fp-Cgil, Carlo Podda, che sottolinea anche "la partecipazione dei lavoratori del comparto igiene ambientale allo sciopero unitario di oggi contro l'art. 15 del decreto Ronchi, che privatizza i servizi pubblici locali, è stata straordinaria e generalizzata", con un'adesione del "90% in Campania e Marche, 85% in Piemonte, Veneto, Toscana ed Emilia Romagna, 80% in Lombardia e Puglia". Podda parla anche di "una risposta energica e partecipata a chi, negando l'evidenza al paese, sta svendendo il nostro welfare e la nostra salute". Il settore dei rifiuti, aggiunge il sindacalista, "l'altro grande servizio di pubblica utilità travolto da questa riforma, ma particolarmente sottovalutato in questi giorni, è divenuto, soprattutto nel Sud Italia, un grande business per le mafie". Secondo Podda, "destrutturare settori sensibili, indebolendo il ruolo del controllo pubblico, non farà altro che alimentare questo circolo vizioso di affari e monnezza". I dati sull'adesione allo sciopero, conclude, "chiedono al sindacato di andare avanti in questa grande battaglia".
18 novembre 2009
Le iniziative sul territorio lombardo
PROPOSTA DI LEGGE D’INIZIATIVA POPOLARE
SALVA L'ACQUA! petizione contro la privatizzazione dell'acqua
Siamo d’accordo con la decisione del parroco e del direttivo del consiglio pastorale: basta processioni funebri in Lissone.
Anche a nostro giudizio l’estremo saluto, che dovrebbe essere un momento di partecipazione al dolore dei familiari del defunto, nella nostra città è diventato un’occasione di ritrovo per scambiare quattro chiacchiere: per questo motivo riteniamo sia bene che amici e parenti si riuniscano in raccoglimento durante la funzione religiosa senza bisogno di cortei che attraversano una città che spesso non dà segni di rispettare la cerimonia funebre.
bastava renderla pedonale, illuminarla meglio, aggiungere un po’ di verde, mettere delle comode
panchine; si sarebbe speso molto meno degli 8 milardi di lire, costo della "riqualificazione" (termine usato dalla Giunta comunale) della piazza e il risultato sarebbe stato migliore, non vi
pare?
e invece
Bastano 17 gesti quotidiani per ridurre del 20% le emissioni domestiche di CO2
Se i grandi del pianeta non riescono a mettersi d'accordo su quella che dovrebbe esser una strategia comune capace di combattere i cambiamenti climatici l'unica cosa da fare è tentare di agire singolarmente, nelle nostre case e nei normali gesti di vita quotidiana. Nel nostro piccolo, infatti, possiamo fare molto per ridurre le emissioni di gas serra. Dal car sharing al modo di stendere il bucato o usare la doccia, piccoli gesti all'interno delle mura domestiche possono tradursi in un taglio annuo del 20% delle emissioni domestiche, ovvero una riduzione totale delle emissioni nazionali del 7,4% in 10 anni. Secondo quanto riferito sulla rivista dell'Accademia Americana delle Scienze 'PNAS', 17 azioni sono cruciali per ridurre le emissioni annuali di CO2, il tutto senza modificare la qualità di vita di ciascuno.
"Le 17 tipologie di azioni vanno dall'adottare apparecchiature domestiche più efficienti e nell'usare meglio le apparecchiature stesse, e si dividono in 5 categorie principali: climatizzazione dell'ambiente domestico con installazione di sistemi efficienti di isolamento, installazione di apparecchiature efficienti per il raffreddamento degli ambienti, manutenzione e uso corretti di dette apparecchiature, comportamenti quotidiani".
Consumiamo troppa energia elettrica - Basti pensare che l'uso diretto di energia nelle case è responsabile del 38% di tutte le emissioni di CO2 in Usa, rilevano i ricercatori, ovvero qualcosa come 626 milioni di tonnellate l'anno (dato 2005). Ciò corrisponde approssimativamente all'8% delle emissioni globali, una quota superiore a quella delle emissioni di un intero paese (Cina esclusa). E' chiaro quindi che ciascuno di noi può fare tanto per ridurre le emissioni di CO2, partendo dai propri comportamenti in casa. Gli esperti hanno stimato l'impatto di alcuni di questi comportamenti e tenuto conto anche del margine di miglioramento per ciascuno, ovvero della percentuale di coloro che non li ha ancora adottati e potrebbe farlo.
Rispettare il pianeta è possibile, ma non semplice - E' emerso che i comportamenti più 'verdi' sono l'installazione di impianti di riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell'aria di ultima generazione, altamente efficienti, con la corretta manutenzione degli stessi e l'uso corretto (per esempio il ricambio dei filtri, le temperature fissate - né troppo alte né troppo basse); sempre in questo ambito rientra l'installazione di impianti di isolamento termico (finestre high-tech, pannelli isolanti per il tetto etc). Dallo studio è emerso che qualora tutti adottassero questo comportamento (la percentuale di coloro che non l'hanno ancora fatto è altissima, 90%) in Usa si avrebbe una riduzione delle emissioni di CO2 di 34,4 tonnellate annue.
Tantissimo può fare l'uso corretto dell'auto: dal car sharing all'uso di macchine con consumo efficiente, dal 'trip chaining', ossia combinare vari impegni con diverse destinazioni in un unico viaggio, al comportamento alla guida permetterebbe un risparmio di oltre 110 tonnellate di emissioni di CO2. Ma poi ci sono comportamenti molto più 'banali': stendere il bucato evitando l'uso di asciugatori, non usare temperature elevate in lavatrice, usare docce con getto d'acqua contenuto, usare elettrodomestici efficienti e a basso consumo, limitare la temperatura dello scaldabagno. "Le nostre stime - concludono - forniscono una guida iniziale di quelli che sono i risultati raggiungibili in termini di riduzione delle emissioni di CO2 attraverso la promozione attiva di comportamenti virtuosi a casa".
come l'autodromo erode il parco
In particolare, l’azione delle associazioni si articola in un ricorso al TAR Lombardia, due esposti alla Corte dei Conti, un esposto alla Commissione Europea e in una campagna di sensibilizzazione.
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Il nucleare è una pura follia
economica, a meno che qualcuno non ti regali la centrale e lo Stato si
faccia carico di gestire le scorie radioattive per secoli. Enel e Governo devono smetterla, perciò, di prendere in giro il Paese sostenendo che il nucleare servirà ad abbassare le bollette degli
italiani. Se teniamo conto, infatti, degli altissimi costi per la realizzazione di nuove centrali, della
manutenzione, dello smaltimento delle scorie e degli impianti contaminati, risulta che il costo finale
dell’elettricità farà raddoppiare quello delle nostre bollette.